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Dolori articolari: come prevenirli e curarli

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Il dolore articolare è una sensazione fastidiosa di disagio che viene avvertita in corrispondenza delle articolazioni, ovvero quelle strutture di giunzione tra 2 o più ossa che sono interconnesse tramite i tessuti connettivi.

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Informazioni

Il dolore articolare, disturbo piuttosto diffuso all'interno della popolazione mondiale, colpisce indistintamente sia uomini che donne in qualsiasi periodo dell'anno ma con una maggiore frequenza durante i mesi invernali quando freddo ed umidità accompagnano le nostre giornate.

I dolori articolari possono manifestarsi sia durante il movimento che in condizioni di riposo e possono coinvolgere numerose articolazioni come quelle delle dita, del polso, del gomito, della schiena, della spalla, del collo, dell'anca, delle ginocchia e delle caviglie. In alcuni casi la sintomatologia dolorosa può essere così acuta ed intensa tanto da provocare stanchezza, malessere localizzato dovuto all'infiammazione dell'articolazione colpita e una generale riduzione della capacità motoria. Il dolore articolare in genere deriva dall'infiammazione o irritazione di una delle strutture che compongono le articolazioni e, come in tutte le flogosi, i sintomi sono dovuti alla liberazione di sostanze endogene “le prostaglandine”, mediatori chimici responsabili del gonfiore dei tessuti dovuto all'edema, del dolore dovuto alle alterazioni biochimiche locali e dell'inibizione della funzionalità dell'area colpita dovuta agli squilibri indotti da tutte le varie fasi del processo infiammatorio nonché dal dolore stesso.

Dolore articolare: le cause

Il dolore articolare può essere una condizione contingente o cronica e alcune volte dietro questo possono nascondersi vere e proprie patologie come artrosi, artrite, tendiniti, borsiti o traumi legati a lesioni articolari interne. Tuttavia, molto spesso, l'infiammazione articolare con annesso dolore può essere causata da un sovraccarico alimentare, da una dieta carente di vitamine e sali minerali, da una vita troppo sedentaria, da una postura scorretta, da reazioni psicosomatiche, da stress giornalieri nonché da cattive abitudini legate ad una vita sregolata. E' chiaro infatti che questo disturbo si sviluppa soprattutto se non viviamo secondo natura, mentre è possibile prevenirlo andando alla ricerca di un equilibrio psicofisico adatto al nostro organismo. Naturalmente per combattere i dolori articolari, ridurli e ritrovare un equilibrio fisico, è estremamente importante individuare con esattezza l'origine del problema in modo da capire con chiarezza cosa provoca il dolore e scegliere così la soluzione più efficace per ridimensionarlo o addirittura per eliminarlo definitivamente.

Il primo passo è rivolgersi al proprio medico di fiducia che attraverso un'anamnesi completa ed esami strumentali specifici potrà eseguire una diagnosi definitiva e suggerire come procedere consigliando una terapia adeguata per la risoluzione del problema. Il secondo passo è affidarsi alla natura che ci viene ancora una volta incontro con piante ed erbe officinali, con sostanze naturali e trattamenti curativi validi spesso affiancati alla medicina tradizionale.

Dolori articolari: l'aiuto che viene dalla natura!

Numerose ricerche scientifiche, oggi, sostengono che è possibile prevenire, attenuare e curare il dolore articolare ricorrendo a sostanze naturali e principi attivi contenuti in erbe e piante officinali le cui proprietà fitoterapiche possono essere molto efficaci in questo ambito. Elencheremo ora alcuni dei rimedi naturali più consigliati e più utilizzati in caso di dolore alle articolazioni!

Artiglio del Diavolo (Harpagophytum procumbens)

Originario dell'Africa meridionale e orientale, l'artiglio del diavolo è una pianta erbacea perenne di cui si utilizzano essenzialmente le radici laterali tuberizzate ricche di sostanze iridoidi, il cui costituente principale è l'arpagoside responsabile in toto all'interno del fitocomplesso delle proprietà terapeutiche dell'arbusto. Grazie agli arpagosidi in esso contenuti, l'artiglio del diavolo si è dimostrato particolarmente efficace nelle situazioni che causano dolore e infiammazione come mal di schiena, artrosi, sciatalgie, artriti, tendiniti, infezioni osteoarticolari e dolori articolari in genere su base traumatica. Tutto questo è possibile grazie alle proprietà analgesiche, antinfiammatorie e antireumatiche della pianta che sono state ampiamente confermate da studi scientifici recenti così come dalla medicina tradizionale nei secoli scorsi.

L'artiglio del diavolo è infatti utilizzato da sempre per la cura di vari problemi osteoarticolari e risulta piuttosto benefico anche in caso di osteoartrite e mal di testa provocato da artrosi cervicale così come in caso di dolori articolari provocati da contusioni o da nevriti su base traumatica. Alcuni studi condotti sull'uomo dimostrano come l'arpagoside sia capace di ridurre i dolori nel paziente artrosico con un tasso di efficacia che varia dal 40% all'80% a seconda chiaramente della gravità dei sintomi e del tempo necessario per il manifestarsi dell'effetto terapeutico del principio attivo. Chiaramente tutti questi studi confermano che l'efficacia di questa pianta è tanto maggiore quanto più precocemente viene utilizzata e che il raggiungimento del suo massimo beneficio lo si ottiene dopo circa 30 giorni di trattamento per poi rimanere inalterato durante il proseguimento della cura.

Generalmente viene utilizzato per uso esterno sotto forma di pomate e gel indicati in tutte le forme di infiammazione articolare e per uso interno sotto forma di tintura madre, di tisane e di capsule e compresse , tutte da assumere sotto stretto controllo medico ed evitando trattamenti troppo prolungati. E' importante sottolineare che questa pianta, pur essendo praticamente atossica, può provocare (in caso di assunzione  per uso interno) effetti indesiderati come mal di stomaco, nausea, dolori addominali e diarrea in soggetti affetti da gastrite e/o ulcera e per questo motivo è preferibile assumerla a stomaco pieno senza superare le dosi indicate. L'utilizzo dell'artiglio del diavolo è sconsigliato in gravidanza e allattamento così come in soggetti affetti da diabete (per il suo effetto ipoglicemizzante) e in pazienti sottoposti a trattamenti farmacologici di tipo anticoagulante e ipotensivo (per i suoi effetti ipotensivi) .

Arnica Montana

Originaria dell'Europa ed in particolare della penisola Iberica, dell'Italia e anche della Scandinavia, l'arnica è una pianta erbacea perenne di cui si utilizzano i grandi capolini fioriti di colore giallo-arancio dall'intenso profumo aromatico e il rizoma ricchi di numerosi principi attivi tra cui oli essenziali, timololo, acidi oleici, lattoni, tannini, acido gallico e un glucoside l'arnicina, che conferiscono alla stessa proprietà antinfiammatorie e analgesiche. Grazie a queste molecole, l'arnica è spesso utilizzata in fitoterapia come trattamento efficace contro artriti, traumi, contusioni, distorsioni e strappi muscolari nonché in caso di nevralgie e dolori reumatici. Normalmente viene utilizzata per uso esterno sotto forma di pomate, gel e oli da applicare sulla pelle integra priva di tagli e abrasioni in modo da evitare la comparsa di dermatiti. La destinazione di utilizzo è quasi esclusivamente per uso topico e quindi localizzata, mentre l'uso interno è completamente sconsigliato in quanto tintura madre ed estratti fluidi possono provocare cefalea, forti dolori addominali, tachicardia ed addirittura collasso cardiocircolatorio se ingeriti accidentalmente. Pertanto se ne consiglia l'assunzione attraverso preparati già pronti per uso esterno e preferibilmente a concentrazioni standardizzate, sperimentate e sicure.

Spirea (Filipendula ulmaria)

Originaria delle regioni europee dove cresce in luoghi umidi e freschi, la spirea è una pianta erbacea perenne di cui si utilizzano le sommità fiorite ricche di numerosi principi attivi tra cui tannini, flavonoidi, glucosidi, derivati salicilici, vitamina C, sali minerali, spireina e oli essenziali che le conferiscono proprietà antinfiammatorie, analgesiche e antipiretiche. Considerata come il salice, il “salicilato vegetale” , la spirea è in grado di inibire la sintesi delle prostaglandine responsabili del dolore e del processo antinfiammatorio a livello delle articolazioni e pertanto è utilizzata con successo per alleviare stati dolorosi causati da artrite, artrosi, traumi articolari, mal di testa, mal di schiena e artrosi cervicale. Numerosi studi sostengono che le proprietà terapeutiche della pianta sono legate essenzialmente alla presenza di composti salicilici definiti da sempre “benefici per i dolori articolari” , mentre la presenza di mucillagini fa si che la spirea abbia un'azione protettiva per le mucose non presentando così azione ulcerogena (come effetto collaterale) a differenza dei farmaci antinfiammatori di sintesi con proprietà similari. In particolare i flavonoidi, in essa contenuti, sono piuttosto utili per ridurre il gonfiore dei tessuti dovuto all'edema tipico dei processi infiammatori. Generalmente viene utilizzata per uso interno sotto forma di infuso, tintura madre ed estratto secco contenuto in capsule e compresse opportunamente titolate e standardizzate. L'assunzione di questa pianta è chiaramente sconsigliata in caso di soggetti ipersensibili all'acido acetilsalicilico e nei pazienti in trattamento con cardioaspirina o anticoagulanti per evitare un potenziamento dell'azione antinfiammatoria.

Glucosamina

La glucosamina è uno zucchero amminico, importante precursore della biosintesi delle cartilagini che fungono da ammortizzatori delle articolazioni. Questa molecola normalmente è un componente naturale che il nostro organismo ricava dal metabolismo del glucosio ed è fondamentale per regolare la formazione di cartilagine, per favorire una maggiore produzione di collagene e proteoglicani e per stimolare la creazione di acido ialuronico sinoviale, tutti costituenti principali della cartilagine ed essenziali per impedire la degenerazione della stessa che è indispensabile per proteggere la funzionalità delle articolazioni. Con l'avanzare dell'età e con l'usura del nostro organismo, la capacità del corpo di produrre glucosamina diminuisce e come conseguenza anche la cartilagine degenera più facilmente comportando così l'insorgere di dolore e infiammazioni a livello articolare. Numerose ricerche sostengono che questo processo involutivo e l'assenza di glucosamina sia alla base della distruzione delle cartilagini delle articolazioni di ginocchia, mani e piedi e che a causa di questo le ossa sfregando le une sulle altre sono chiaramente più soggette ad infiammazioni e dolori articolari. Per questo motivo molti medici, oggi, concordano sul fatto che i sintomi legati al dolore e all'infiammazione articolare possono migliorare gradualmente non solo introducendo dall'esterno vitamine e minerali, fondamentali per la salute delle articolazioni, ma soprattutto assumendo quantità ottimali e supplementari di glucosamina in modo da ricostruire le cartilagini e ridurre i dolori articolari causati da artrosi, artriti, mal di schiena, contusioni, sciatalgie, tendiniti, distorsioni e osteoatrosi. Generalmente la glucosamina (sotto forma di glucosamina solfato) viene assunta attraverso integratori naturali che contengono la stessa derivata dai gusci dei crostacei per idrolisi. Normalmente la dose ottimale giornaliera si aggira tra 1000 mg ed i 2000 mg e i miglioramenti iniziali non si notano prima delle 4 settimane di trattamento continuo e a dosi opportune. Infine è scientificamente provato che circa il 75% di pazienti trattati con glucosamina ha riportato miglioramenti evidenti in caso di dolore articolare e di ridotta mobilità senza presentare disturbi collaterali causati dall'assunzione della molecola naturale.

Condroitina solfato

La condroitina solfato (o solfato di condroitina) è un glicosaminoglicano solfato , un importante componente strutturale della cartilagine insieme ad acqua, acido ialuronico, proteoglicani, collagene, elastina e glucosamina; questa molecola, così come la stessa glucosamina, è una sostanza naturalmente presente nell'organismo, capace di rinforzare la cartilagine, di aiutarla a trattenere acqua e di proteggerla dal logorio causato dall'avanzare dell'età e dall'usura del nostro organismo. Secondo alcuni studi, infatti, a causa di questi processi involutivi, le quantità di condroitina solfato diminuiscono nell'organismo causando come conseguenza la degenerazione della cartilagine e l'insorgenza di dolori articolari e infiammazioni a livello articolare che sono alla base di patologie come artrite, artrosi, osteoartrite del ginocchio, contusioni, sciatalgie e mal di schiena. Così come per la glucosamina, anche l'assenza di condroitina solfato è responsabile della distruzione delle cartilagini che come una sorta di tessuto elastico, ma molto resistente, ricoprono le estremità delle ossa a livello delle articolazioni proteggendole da traumi, usura, dolori e infiammazione profonda. Per questo motivo, oggi, numerose ricerche sostengono che il dolore e l'infiammazione articolare si possa combattere assumendo regolarmente condroitina solfato in modo da stimolare la cartilagine deteriorata ad autoripararsi così da ridurre la sintomatologia dolorosa dovuta allo sfregamento delle ossa le une sulle altre. Generalmente la condroitina solfato viene assunta attraverso integratori alimentari che la contengono in combinazione con la glucosamina soprattutto per diminuire il dolore articolare nei pazienti affetti da osteoartrite al ginocchio. Secondo alcuni studi, diverse persone affermano di aver ricevuto notevoli benefici dall'assunzione di questo carboidrato complesso in termini di riduzione del dolore articolare, tuttavia pare che gli effetti positivi di questa molecola siano ben visibili solo dopo 6 mesi di trattamento continuo a dosi opportune.

Metilsulfonilmetano (MSM)

Il metilsulfonilmetano è un organo solfuro, un importante composto naturale dello zolfo che da un po' di anni risulta essere uno degli integratori più utilizzati per la prevenzione del dolore articolare legato alla osteoartrite soprattutto se combinato con glucosamina e condroitina. Gli effetti terapeutici di questa molecola derivano appunto dal suo alto contenuto in zolfo in forma biodisponibile e quindi più facilmente assorbibile dall'organismo umano in cui ricordiamo è presente in notevoli quantità.

Numerose ricerche sostengono che l'MSM, grazie al suo elevato contenuto in zolfo, è in grado di esercitare proprietà antinfiammatorie, antidolorifiche e condroprotettrici in quanto stimolando la sintesi di cartilagine può contribuire a ridurre il dolore e l'infiammazione articolare, aumentando la capacità di movimento dell'articolazione affetta da artrosi e artrite ed inibendo così ulteriori danni alla cartilagine stessa che verrà pertanto protetta dal logorio causato dall'avanzare dell'età. Nello specifico si ritiene che l'MSM possa agire stabilizzando le membrane cellulari, rallentando o fermando la perdita di cellule danneggiate e neutralizzando tutti i processi che innescano l'infiammazione e quindi il dolore articolare. Studi recenti confermano che l'MSM come elemento condroprotettore può essere utile nel trattamento dell'artrosi e del dolore articolare ad essa correlato, in quanto è in grado di attenuare le forme di dolore acuto e cronico soprattutto se utilizzato per lunghi periodi di tempo in sinergia con altre molecole come la glucosamina e la condroitina solfato. Generalmente l'MSM viene assunto sotto forma di integratori alimentari che lo contengono allo scopo di prevenire dolori articolari legati a patologie artrosiche. Normalmente la dose consigliata è di 3-6 gr al giorno suddivisa in 3 somministrazioni per un periodo minimo di circa 3 mesi. Ricordiamo che questa molecola si trova in natura anche nella frutta, negli ortaggi e nel latte fresco e che non comporta effetti collaterali di rilievo; solo in casi rari si sono verificati episodi di rash cutaneo e disturbi gastrointestinali di lieve entità.

Infine è chiaro che Madre Natura con queste “piante officinali e sostanze naturali” ci da una gran mano per prevenire, attenuare ed eventualmente curare il dolore articolare ed i sintomi ad esso correlati, ma è anche vero che noi possiamo seguire contemporaneamente alcuni consigli utili in modo da proteggere le articolazioni e rallentarne il deterioramento che è causa del dolore articolare. Per prima cosa cerchiamo di mantenere un buon peso forma attraverso una sana alimentazione ed una corretta attività fisica in modo da tonificare i muscoli e non danneggiare le articolazione senza sottoporle ad un peso eccessivo o allo sfregamento delle une sulle altre; optiamo poi per una buona postura e per l'uso delle articolazioni più forti e più grandi in modo da evitare lesioni a quelle più piccole e fragili; successivamente concediamoci momenti di pausa e di riposo da alternare a momenti di attività fisica più o meno intensa in modo da ridurre lo stress sulle articolazioni e rallentare il processo di usura delle stesse; ascoltiamo anche il nostro corpo in modo da non trascurare il dolore o sintomi che ci possono mettere in guardia circa l'esordio di un possibile dolore articolare ed infine non cerchiamo di fare tutto da soli ma facciamoci dare una mano lì dove il nostro organismo ne sente il bisogno in modo da ridurre il rischio di lesioni articolari e la comparsa di una seria sintomatologia articolare.

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