Valeriana, sonni tranquilli
Valeriana é senz' altro la pianta più utilizzata nelle difficoltà di addormentamento
e negli stati di ansia.
Confezione: 60 tavolette da 330 mg
Nome prodotto: KOS - Valeriana_E.S_60_tav.
Prezzo: €.8,80
Avvertenze
Per quanto sia impiegata popolarmente da tempo per aiutare il sonno
ristoratore, c'è chi asserisce che la valeriana crei dipendenza e
che
un utilizzo prolungato possa invece recare disturbi al sonno
naturale, cioè quello fisiologico.
E' quindi sempre consigiato non abusare ma attenersi alle dosi consigliate.
Grandi quantità di valeriana possono causare mal di testa e
cefalea. E' fortemente sconsigliato in gravidanza o allattamento.
E' inoltre da evitare l' utilizzo contemporaneo a farmaci o in sogetti
con particolari disturbi o in particolari stati fisiologici.
Gli integratori non vanno intesi come sostituto di una dieta variata.
Non eccedere le dosi giornaliere raccomandate.
Tenere lontano dalla portata dei bambini al di sotto dei 3 anni
In caso di uso prolungato consultare il medico.
In presenza di determinati stati fisiologici o patologici, o in associazione a terapie farmacologiche,
consultare il medico.
Ingredienti
estratto secco di Valeriana radice mg 100
Titolo: 0,42 min. ac. valerenici
Istruzioni
negli stati di agitazione
2-3 tavolette al giorno.
Per prendere sonno 1-2 tavolette
prima di coricarsi.
Denominazione botanica: Valeriana officinalis L.s.l.; Valeriana sylvestris
Famiglia: Valerianacee
Habitat: predilige le zone umide anche di montagna, fino a 1300-1400 metri.
Sinonimi: Erba gatta o dei gatti, Amantilla, Nardo selvatico -
Nomi stranieri: ingl.-Valerian, Great Wild Valerian, Setwall, Garden Heliotrope,
George’s Herbe; fr.-Valériane, Valériane sauvage, Herbe de Saint-Georges, Petite valériane;
ted.- Baldrian, Katzen-Wurtzel; sp.-Valeriana, Hierba de los gatos
La valeriana è una pianta perenne dal fusto slanciato ed elegante con sezione circolare e solcature verticali, può raggiungere
anche i 2 metri di altezza.
Alla sommità produce una infiorescenza formata da piccoli fiori
che hanno colorazione variabile dal bianco al rosaceo, presenti da Primavera fino ad Agosto inoltrato.
Sebbene di origine mediterranea si é ben diffusa nelle zone temperate
del continente eurasiatico prediligendo luoghi umidi come boschi folti,
vicino ruscelli o corsi d'acqua in genere, prati di montagna, zone
costiere purchè fresche. Viene anche coltivata.
Il nome "Valeriana" significa "che fà stare bene".
Il nome popolare é erbagatta (o erba dei gatti, a seconda delle
località), questo nome deriva dal fatto che la valeriana è in grado di
attrarre i gatti i quali sembrano ipnotizzati dal suo suo odore.
E' sicuramente una tra le piante più utilizzate in erboristeria
grazie all'antico utilizzo, come rimedio popolare,
nel trattamento dei disturbi legati al sonno e agli stati emotivi e -
per così dire - come sonnifero naturale.
Per questo motivo anche la moderna bibliografia, e in particolar modo
la bibliografia non specialistica,
decanta le notevoli qualità rilassanti e antiansia della valeriana,
qualità che vengono apprezzate tutt'oggi dai moderni produttori di
erboristeria e dai loro clienti.
Si narra che in passato il naturalista Fabio Colonna ebbe a
sperimentare
su se stesso gli effetti della valeriana. Egli era malato di epilessia
e
pare che con il solo aiuto della valeriana, riuscì a guarire. I moderni
studi avrebbero individuato alcune sostanze "anticonvulsive", questo
avvalorerebbe il racconto del naturalista Colonna, tuttavia tali studi
non sono stati ancora confermati.
Per l'utilizzo erboristico viene impiegato il rizoma con radici
(Valerianae radix FUI IX, Ph.Eur.III ) preferibilmente raccolto in
tempo balsamico, (autunno o primavera) prelevato da piante di almeno
2-3 anni. La forma di estratto
preferibilmente impiegata é l'estratto secco, una forma di estratto che
vanta alte quantità e qualità dei
principi attivi.
Bibliografia consigliata e siti di approfondimento
Pedretti M.: "La
valeriana", Erboristeria Domani, n. 5, 1986
Morazzoni P., Bombardelli E.: "Valeriana officinalis:
traditional use and recent evaluation of activity",
Fitoterapia, n.2, 1995
Informazioni desunte dalla bibliografia
Parlavamo dell'utilizzo popolare della valeriana come aiuto del sonno e nel trattamento degli stati ansiosi.
Proprio per la sua popolarità la valeriana è stata oggetto di molti studi scentifici finalizzati a comprendere
quanto ci sia di concreto e quanto invece sia semplicemente popolare.
I test chimici ne indicano la composizione chimica in olio essenziale 0,5% i cui componenti principali sono
il bornile acetato e il bornile isovalerato.
E' inoltre costituito da Beta-cariofillene, acido valerenico (o valerianico) e
altri sesquiterpenoidi e monoterpeni, valeranone, valerenale e
valepotriati, quest' ultimi secondo alcuni costituiscono un gruppo di
principi attivi veramenet interessanti.
Tuttavia la composizione chimica varia da specie a specie.
Alcuni test clinici, come ad esempio quello pubblicato nel 1995 da Morazzoni e bombardelli, in Fitoterapia,
Valeriana officinalis: traditional use and recent evaluation
of activity, avrebbero avvalorato l'utilizzo della valeriana come blando sedativo e per favorire il
sonno.
Purtroppo l'identificazione dei componenti del fitocomplesso che siano attivi farmacologicamente é di difficile
realizzazione poichè nel complesso i componenti si mostrano attivi ma singolarmente nessuno di essi pare
sia capace di riprodurre alcuno degli effetti del fitocomplesso totale.
A complicare le cose inoltre, alcuni componenti i quali erano stati inizialmente considerati i principali
principi attivi, come ad esempio i valepotriati, hanno dimostrato che allo stato puro posseggono un’azione
psicostimolante, non sedativa come invece ci si dovrebbe aspettare.
Questo dimostra che buona parte di questi studi sono lontani dall'aver dimostrato che la valeriana sia veramente utile per il
rilassamento psicofisico, per favorire il sonno o per il trattamento degli stati emotivi come ansia e nervosismo,
e questo lo abbiamo visto nel tentativo di verificare le capacità dei singoli principi attivi.
Purtroppo per ogni studio che ne conferma l'utilizzo popolare ne esiste anche uno che lo contraddice.
Il problema sta nel fatto la moderna bibliografia, in particolare quella commerciale non specialistica, si concentra sugli studi che hanno affermato gli eventuali
utilizzi popolari non completando le informazioni con l' inserimento di
studi che ne abbiamo invece smentito o dubitato questi utilizzi. Queste informazioni purtroppo sono anche di difficile reperibilità.
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