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KOS - Cardo mariano e.s 60 tav

CARDKO

Nuovo

Il cardo mariano ricco in silimarina viene suggerito dalla moderna bibliografia come aiuto per coadiuvare le funzioni fisiologiche del fegato

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Avvertenze
Non assumere durante la gravidanza Il prodotto va utilizzato nell’ambito di una dieta variata ed equilibrata seguendo uno stile di vita sano.
Non eccedere le dosi giornaliere raccomandate.
Tenere lontano dalla portata dei bambini al di sotto dei 3 anni
In caso di uso prolungato consultare il medico.
In presenza di determinati stati fisiologici o patologici, o in associazione a terapie farmacologiche, consultare il medico.
Istruzioni
Si consiglia l'assunzione di 2 tavolette 3 volte al dì prima dei pasti, poi dimezzare le dosi, se si assume per favorire la digestione.
Ingredienti
Viene impiegato Cardo mariano estratto secco frutti, titolato al 10% di silimarina
Bibliografia
E. Campanini : “Dizionario di Fitoterapia e piante medicinali”, Medicina Naturale, Tecniche Nuove, Milano, 1998.

F. Firenzuoli: “ Le 100 erbe della salute”, Tecniche Nuove , Milano, 2000.

Enciclopedia della Medicina, DeAgostini, Novara, 1990.

Morazzoni P., Bombardelli E.: "Silybum marianum (Carduus marianus)", Fitoterapia, n. 1, 1995

Pedretti M.: "Cardo mariano", Erboristeria Domani, n. 12, 1991

Firenzuoli F.: Erbe, istruzioni per l'uso, ed. Tecniche nuove


Siti internet
Infoerbe.it
Cardo mariano - Silybum marianum (L.) Gaertn
La silmarina e la silibina esplicano una indubbia attività epatoprotettiva.

Wikipedia.org
Silimarina
"...Dagli acheni del cardo mariano si estrae la silimarina, una miscela di flavonolignani (silibina, silidianina, isosilibina e silicristina) noti per le proprietà depurative e protettive sul fegato..."

aalbanesi.it
Silimarina "..La silimarina.." "..Ha un effetto epatoprotettivo e accelera il processo di rigenerazione del fegato, dato che aumenta l'attività metabolica delle cellule epatiche.."

www.caigua.it
www.erbe-officinali.com
www.naturestore.it

Confezione:60 tavolette da 400 mg

Lo sapevi che...
Nome botanico: Silybium marianum Gaertner ( Carduus marianum L.)
Famiglia: Compositae
Parte utilizzata: frutti

I frutti, impropriamente chiamati “semi”, contengono un principio attivo chiamato silimarina. Questo è un fitocomplesso costituito da tre molecole: silibina, silicristina e silidianina. Il cardo mariano è la pianta che per eccellenza merita l'appellativo di EPATOPROTETTORE; non è semplicemente un depurativo epatico ma protegge il fegato dai danni provocati da sostanze tossiche come alcol, fumo, farmaci, ecc.

Il cardo mariano da sempre viene impiegato per depurare il fegato. Anche la moderna bibliografia fa riferimento a questo antico impiego.
Recenti studi atti a verificare quanto ci sia di concreto nell' utilizzo popolare avrebbero in parte dimostrato che il cardo mariano avrebbe una qualche azione epatoprotettiva. Questa azione sarebbe comunque da attribuire alla silimarina contenuta la quale svolgerebbe questa attività.
Il cardo mariano è sempre stato apprezzato nella medicina popolare. Studi clinici avrebbero confermato l'utilità di estratti standardizzati in casi di intossicazione del fegato o come terapia di supporto in infiammazioni del fegato o nella cirrosi epatica.
Il fegato è l'organo deputato alla produzione di sali e di pigmenti biliari e alla secrezione della bile nell'intestino, fondamentale per la digestione.
Esso svolge importanti funzioni per:
metabolismo glicidico: il 6-7% in peso del fegato è costituito da glicogeno che, quando i tessuti si impoveriscono di materiali per la produzione di energia, viene trasformato in glucosio, utilizzabile a scopo energetico.
metabolismo lipidico: il fegato ha un importante ruolo nei processi di mobilizzazione, trasporto e utilizzazione dei grassi.
metabolismo proteico: il fegato ha azione nei processi di transaminazione e di deaminazione degli aminoacidi e nella sintesi dell'urea.

Quest'organo in più fa da filtro per le sostanzeassorbite dall'intestino, svolgendo un'importante azione detossificante. E' da ricordare anche la funzione di immagazzinamento del ferro e delle Vit. A, D, K, E e del complesso B ( sopr. B 12).

Torniamo al nostro cardo mariano.
In Germania, molti anni fa, è stato scoperto l'utilizzo di questa pianta contro l'avvelenamento da Amanita Falloide, un fungo estremamente velenoso che, se ingerito, può determinare gravi, e a volte anche mortali, danni al fegato. La silimarina sembra si leghi alle cellule epatiche impedendo ai veleni del fungo di legarsi loro stessi e bloccando l'effetto velenoso. Essendo in Germania la raccolta dei funghi quasi uno “sport nazionale” ogni pronto soccorso è dotato di notevoli dosi di estratto di cardo mariano. Ovviamente tali informazioni sono da prendere con la giusta cautela.
La silimarina ha anche un effetto antiossidante, infatti studi scientifici avrebbero evidenziato che stabilizza i lipidi di membrana, impedendo la formazione di radicali liberi. Per questo la ritroviamo spesso come componente di creme contro l'invecchiamento della pelle, per favorire i processi di guarigione e nel trattamento di eritemi, bruciature, dermatiti atopiche e psoriasi.
Sono riportate in letteratura anche formulazioni di Tinture Madri con azione contro il sovrappeso, dove il cardo mariano si trova in associazione con Melissa o Orthosiphon.

La silimarina sembra migliorare la funzionalità delle cellule epatiche con una attività epatoprotettrice; viene assorbita dall'intestino, eliminata in piccola parte attraverso i reni mentre per la maggior parte viene concentrata nelle cellule epatiche ed escreta attraverso la bile nell'intestino,da cui viene riassorbita ( circolo enteroepatico ).
Sembra che i frutti di cardo mariano esplichino un'azione oltre che epatoprotettrice anche rigeneratrice a livello del'epatocita. Infatti nel corso di una affezione epatica gli epatociti possono presentare un diverso grado di alterazione: sulle cellule che sono andate incontro a modificazioni irreversibili il cardo mariano non ha alcuna azione mentre sulle altre cellule viene esercitata un'azione stimolante sulla sintesi proteica e quindi un'azione rigenerante.
La silimarina agisce come “protettore di membrana”: blocca i recettori di membrana impedendo l'ingresso di tossine, determinando un effetto stabilizzante sui lipidi di membrana e inibendo la formazione di radicali liberi (effetto antiossidante ). Sono in corso studi per vedere l'attività non solo della silimarina ma di tutto il fitocomplesso poiché l'azione del principio attivo può essere rafforzata dall'insieme di tutte le sostanze che lo costituiscono.
Le proprietà antiossidanti hanno fatto sì che la silimarina sia presente come componente di creme contro l'invecchiamento della pelle, per favorire i processi di guarigione e nel trattamento di eritemi, bruciature, dermatiti atopiche e psoriasi.
In più vi è ancora un altro uso del cardo mariano come antiemorragico nelle meno-metrorragie, epistassi, emorroidi, ecc. Sono riportate anche formulazioni di Tinture Madri con azione contro il sovrappeso. In queste il cardo mariano è associato a Orthosiphon o a Melissa.

Curiosità:
-Aetius, medico della Mesopotamia nel V secolo, consigliava il decotto della radice di cardo mariano contro il “ sudore fetido”, poiché la pianta era considerata diuretica e depurativa e “ faceva passare per orina i principi male-olenti della cutanea traspirazione”.
-Era usato dalle puerpere europee per aumentare il loro latte materno. Le chiazze bianche sulle foglie sembrava simboleggiassero, infatti, gocce del latte della Vergine Maria mentre allattava il bambin Gesù. Da qui il nome mariano.

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